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Lerici ricorda i tredici marittimi dell’Andrea Doria: una targa in Comune a 70 anni dal naufragio

Sabato 25 luglio, alle 12, nel Palazzo Comunale di Lerici sarà collocata una targa dedicata ai marittimi lericini imbarcati sull’Andrea Doria, a settant’anni dal naufragio del transatlantico.

Il transatlantico Andrea Doria fortemente inclinato in mare dopo la collisione con la Stockholm, avvenuta nel luglio 1956.
L’Andrea Doria nelle ore successive alla collisione con la Stockholm, al largo di Nantucket, nel luglio 1956.

Sabato 25 luglio alle 12 la cerimonia nel Palazzo Comunale. L’omaggio agli uomini dell’equipaggio che parteciparono al salvataggio di oltre 1.600 persone

Tredici nomi, una notte entrata nella storia e un legame profondo con la tradizione marinara di Lerici. Sabato 25 luglio 2026, alle 12, nel Palazzo Comunale sarà collocata una targa commemorativa dedicata ai marittimi lericini imbarcati sull’Andrea Doria, a settant’anni dalla collisione che provocò il naufragio del celebre transatlantico italiano.

La targa trova posto nel Palazzo Comunale

La targa era stata realizzata dalla Società Marittima di Mutuo Soccorso di Lerici nell’ambito del Premio “Marittima alla Solidarietà in Mare 2025” e consegnata al Comune nel dicembre scorso.

Con la cerimonia di sabato troverà una collocazione permanente nel municipio, diventando un segno pubblico della riconoscenza della comunità verso i marittimi lericini che parteciparono alle operazioni di evacuazione e soccorso.

Molti di loro erano soci della stessa Società Marittima, fondata nel 1852 e da sempre legata alla storia dei naviganti del territorio.

I tredici marittimi lericini dell’Andrea Doria

Sulla targa sono riportati i nomi di Fernando Callegari, Jacopo Carro, Giuseppe Cecchini, Almo Colotto, Aldo De Biasi, Angelo Gasparini, Marco Gnetti, Aroldo Puntelli, Giuseppe Nebbiacolombo, Mario Maracci, Germano Rolla, Rino Rozzi e Pietro Tamberi.

Tredici uomini che, insieme al resto dell’equipaggio coordinato dal comandante Piero Calamai, affrontarono una situazione estrema con competenza, disciplina e senso del dovere.

«È un gesto semplice ma importante – ha dichiarato il sindaco Marco Russo – perché ci permette di custodire e tramandare una pagina significativa della nostra storia. Quei marittimi lericini, con competenza, coraggio e spirito di servizio, contribuirono a salvare centinaia di vite umane».

La notte del naufragio

La sera del 25 luglio 1956, mentre navigava verso New York in una fitta nebbia al largo dell’isola di Nantucket, l’Andrea Doria entrò in collisione con la nave svedese Stockholm.

Lo squarcio aperto sul fianco destro provocò una rapida inclinazione del transatlantico, rendendo inutilizzabili parte delle lance di salvataggio. Nonostante le difficoltà, l’equipaggio riuscì a organizzare l’evacuazione con l’aiuto delle imbarcazioni giunte nella zona.

Furono salvate circa 1.660 persone. Le vittime furono 51 complessivamente: 46 a bordo dell’Andrea Doria e cinque sulla Stockholm.

L’intervento delle navi accorse in soccorso, tra cui la francese Île de France, trasformò il naufragio in una delle più grandi operazioni di salvataggio marittimo in tempo di pace.

Il coraggio dell’equipaggio

«Quello dell’Andrea Doria è considerato uno dei più grandi salvataggi della storia della navigazione», ha sottolineato il presidente della Società Marittima di Mutuo Soccorso, Bernardo Ratti.

«Un atto doveroso per uomini che seppero affrontare una tragedia con straordinario senso del dovere».

La successiva ricostruzione dei fatti contribuì a restituire valore al comportamento del comandante Calamai e dell’equipaggio italiano, a lungo rimasti al centro di accuse e polemiche sulla dinamica della collisione.

Una storia che appartiene a Lerici

La collocazione della targa non ricorda soltanto un episodio della storia della navigazione. Riporta al centro una parte dell’identità di Lerici, costruita per secoli attorno al mare, ai viaggi e al lavoro dei suoi naviganti.

«Ricordarli – ha concluso Russo – significa rendere omaggio a persone che hanno saputo rappresentare al meglio i valori della nostra comunità e della tradizione marinara di Lerici».

Da sabato, quei tredici nomi resteranno nel Palazzo Comunale. Non soltanto come memoria di una tragedia, ma come testimonianza di ciò che uomini comuni seppero fare quando il mare chiese loro qualcosa di straordinario.