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Spezia Calcio femminile, accordo con il Don Bosco: il settore continua dopo giorni di polemiche

Dopo giorni di polemiche e timori per il futuro della Prima Squadra, lo Spezia Calcio annuncia l’accordo con l’USD Don Bosco Spezia. La società salesiana gestirà l’intero settore femminile con il sostegno economico e logistico del club.

Quattro calciatrici con maglia bianca festeggiano insieme sul terreno di gioco al termine di un’azione.
Il settore femminile dello Spezia Calcio proseguirà attraverso l’accordo con l’USD Don Bosco Spezia. Immagine generata con intelligenza artificiale.

La società salesiana gestirà l’intero movimento, Prima Squadra compresa, con il sostegno economico e logistico del club aquilotto. Le calciatrici manterranno la maglia dello Spezia; Prima Squadra e Under 17 resteranno al Ferdeghini

Il settore femminile dello Spezia Calcio proseguirà nella stagione 2026-2027 attraverso un accordo con l’USD Don Bosco Spezia. La società salesiana, già affiliata al club nell’ambito del progetto Spezia Academy, assumerà la gestione dell’intero movimento, compresa la Prima Squadra, mentre lo Spezia garantirà supporto economico e logistico. Tutte le calciatrici continueranno a indossare la maglia bianca e Prima Squadra e Under 17 si alleneranno ancora al centro sportivo Bruno Ferdeghini. L’annuncio arriva dopo dieci giorni di forte preoccupazione, iniziati con la lettera delle giocatrici e proseguiti con appelli pubblici e interventi politici.

Il nuovo assetto affidato al Don Bosco Spezia

La soluzione individuata trasferisce al Don Bosco Spezia la gestione operativa del settore femminile, senza interrompere il legame sportivo e identitario con il club aquilotto. Secondo la nota pubblicata il 21 luglio, l’accordo comprende tutte le formazioni e quindi anche la Prima Squadra che dovrebbe partecipare al prossimo campionato regionale.

Lo Spezia sostiene che continuerà a garantire le risorse economiche e il supporto logistico necessari. Il Don Bosco diventerà invece il soggetto incaricato di organizzare concretamente l’attività. Per il club si tratta di un modello già adottato da altre società professionistiche italiane e capace di offrire al progetto maggiore stabilità.

Restano da conoscere alcuni aspetti essenziali: campionati ai quali saranno iscritte le squadre, organigramma, staff tecnici, responsabilità dirigenziali e modalità dei tesseramenti. La società ha annunciato un prossimo incontro con i dirigenti e i rappresentanti del settore femminile, durante il quale il nuovo progetto sarà presentato in modo dettagliato.

Le ragazze continueranno a vestire la maglia dello Spezia

Uno dei passaggi centrali del comunicato riguarda l’identità delle squadre. Lo Spezia precisa che tutte le ragazze continueranno a indossare la maglia del club, nonostante la gestione affidata alla società salesiana.

Anche l’utilizzo delle strutture resterà almeno in parte invariato. Prima Squadra e Under 17 continueranno ad allenarsi al Ferdeghini, mentre non sono ancora stati indicati gli impianti destinati alle formazioni più giovani.

La continuità del simbolo, dei colori e del centro sportivo serve a sottolineare che l’accordo non viene presentato come una cessione definitiva del settore, ma come una riorganizzazione all’interno della rete Spezia Academy.

La lettera delle calciatrici e l’allarme sulla mancata iscrizione

Il caso era esploso pubblicamente tra il 10 e l’11 luglio. In una lettera aperta, le giocatrici della Prima Squadra avevano affermato che il 10 luglio era stata comunicata loro la fine della formazione senior. Le atlete avevano contestato soprattutto l’assenza di un confronto diretto, sostenendo di essere state «trattate come numeri e non come persone».

Negli stessi giorni diverse testate avevano riferito della possibile mancata iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza ligure, collegandola ai tagli conseguenti alla retrocessione in Serie C della prima squadra maschile. Era emersa anche la preoccupazione che l’eventuale cancellazione della squadra maggiore potesse indebolire l’intera filiera giovanile femminile.

L’allarme aveva un peso particolare perché la squadra allenata da Francesco Leone aveva concluso al terzo posto l’ultimo campionato di Eccellenza, chiudendo la stagione con il successo per 3-0 sul Molassana. Pochi mesi prima, il 22 marzo, le aquilotte avevano inoltre disputato per la prima volta una partita allo stadio Alberto Picco, contro la Sampdoria.

Le due ricostruzioni che non coincidono

La nota ufficiale usa toni netti nei confronti delle notizie pubblicate nei giorni precedenti. Lo Spezia parla di «informazioni non veritiere» e sostiene che nessun abbandono fosse mai stato ipotizzato, aggiungendo di avere lavorato per settimane, in modo riservato, alla soluzione con il Don Bosco.

La ricostruzione del club, tuttavia, non coincide completamente con quella resa pubblica dalle calciatrici. Le giocatrici avevano infatti dichiarato di aver ricevuto il 10 luglio una comunicazione riguardante la soppressione della Prima Squadra. Il 15 luglio, mentre la polemica cresceva, lo Spezia aveva fatto sapere che nessuna decisione definitiva era ancora stata presa.

L’accordo annunciato oggi risolve il punto principale, cioè la continuità sportiva del settore, ma lascia aperta la questione della comunicazione interna che ha preceduto l’annuncio. Il confronto promesso con dirigenti e rappresentanti delle squadre sarà quindi importante non soltanto per illustrare il nuovo assetto, ma anche per ricostruire un rapporto di fiducia con atlete e famiglie.

Gli appelli della politica e del mondo del calcio femminile

La vicenda aveva rapidamente superato i confini sportivi. Il 14 luglio la senatrice spezzina Raffaella Paita aveva chiesto alla società di fermarsi a riflettere, richiamando il valore sociale del progetto e il rischio che la rinuncia alla Prima Squadra coinvolgesse anche le calciatrici più giovani.

Due giorni dopo era intervenuta anche Alice Pignagnoli, calciatrice del Padova Women e dirigente sportiva, invitando le ragazze a non mollare e sottolineando le difficoltà che ancora segnano la continuità delle carriere nel calcio femminile. Nello stesso periodo la consigliera comunale Patrizia Crovara aveva sollecitato un intervento dell’amministrazione comunale.

L’annuncio dell’accordo con il Don Bosco arriva dunque dopo una mobilitazione che ha coinvolto calciatrici, famiglie, rappresentanti istituzionali e addetti ai lavori.

Lo Spezia rivendica oltre dieci anni di investimenti

Nel comunicato, il club ricorda di portare avanti il settore femminile da oltre dieci anni, attraverso investimenti propri e, secondo quanto dichiarato dalla società, senza sostegni pubblici. Lo Spezia afferma inoltre di essere andato oltre gli obblighi previsti dalla FIGC per le società professionistiche.

La nuova organizzazione dovrà ora dimostrare di riuscire a coniugare la sostenibilità economica con la continuità tecnica. Il passaggio al Don Bosco non potrà limitarsi alla conservazione del nome e della maglia: serviranno programmazione, staff, strutture e una prospettiva chiara per le ragazze che dal vivaio vogliono arrivare alla Prima Squadra.

Una soluzione che chiude l’emergenza, ora servono i dettagli

Il dato più importante è che, contrariamente a quanto temuto nei giorni scorsi, la Prima Squadra femminile non scomparirà e l’intero settore continuerà la propria attività. L’accordo con il Don Bosco Spezia offre una base per la prossima stagione e mantiene un collegamento diretto con il club professionistico.

La fase dell’incertezza, però, potrà dirsi davvero conclusa soltanto quando saranno comunicati organigramma, iscrizioni ai campionati, staff e programmi delle singole squadre. Dopo le parole dure delle calciatrici e la replica altrettanto netta della società, la nuova stagione comincia da un punto che va oltre il campo: ricostruire un dialogo chiaro tra chi gestisce il progetto e chi ogni giorno ne indossa la maglia.