Tra i banchi della Fiera di San Giuseppe 2024 di Spezia

Chi non è nato a Spezia fatica a comprendere il fenomeno “fiera di San Giuseppe”. Sono giorni in cui, per tradizione, la città impazzisce. I banchetti, di norma, vengono presi d’assalto anche da persone cui non interessano. Ecco come spiegare cosa succede agli spezzini intorno al 19 marzo.

Il Covid-19 ha fatto saltare le ultime edizioni, ma la Fiera di San Giuseppe – che quest’anno si terrà straordinariamente nel mese di aprile, una volta terminata l’emergenza pandemica – è sempre viva nei pensieri degli spezzini.

Pensiero fisso per molti spezzini, grande mistero per i “foresti”

La fiera di San Giuseppe è un enigma per chi non è nato e cresciuto alla Spezia. L’atmosfera e la frenesia che invadono la città nei giorni della manifestazione è un piccolo segreto che spesso risulta incomprensibile per i non-spezzini.
Dove finisce la città tranquilla in quei giorni di marzo? Cosa spinge gli spezzini – anche quelli che dicono di odiarla – a intasarsi in un carnaio tra i banchetti sparsi lungo le strade del centro?
Chi non è di Spezia fatica a comprendere, mentre gli spezzini – tanto presi dall’atmosfera di festa – non riescono a ben spiegare. Ecco come capirsi in 4 semplici punti.

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1 – “MA IO NON CAPISCO…  LA FIERA DI SAN GIUSEPPE È SOLO UN GROSSO MERCATINO!”

Questa è una delle frasi più pronunciate da chi non è di Spezia. I “foresti” vedono nella fiera solo un grosso mercato, ma non riescono a capire che è qualcosa di più. Lo spezzino nasce, cresce, vive e muore nell’assoluta certezza che la fiera di S. Giuseppe sia la fiera più grossa d’Italia, una delle più grosse d’Europa e chissà se davvero al mondo c’è qualcosa di simile!
Anche se fosse un semplice mercato, sarebbe comunque un mercato immenso. L’orgoglio da fiera – avvertito anche da quanti non sono pazzi per la fiera – è un elemento che i foresti non considerano.

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2 – “ALLA FIERA DI SAN GIUSEPPE C’È TROPPA CONFUSIONE, NON SI RIESCE A CAMMINARE!”

I foresti pensano che la cosa più importante da fare in una fiera sia camminare tra le bancarelle alla ricerca di qualche occasione. Sarà vero per le altre fiere, non per quella di San Giuseppe.
Per gli spezzini, la “calca” di persone è un elemento chiave del successo della fiera. Una fiera in cui si cammina tranquillamente e si riescono a osservare le merci in esposizione con tranquillità non è una fiera di S. Giuseppe riuscita.
Allo spezzino piace fare cinque passi, incontrare qualcuno che conosce, fermarsi a scambiare due parolelamentarsi un po’, creare un tappo alla circolazione, sentire smadonnare, risalutarsi a malapena e dunque ripartire.
La fiera non è fatta per comprare, ma per vedere chi c’è!

3 – “ALLA FIERA DI SAN GIUSEPPE C’È SEMPRE LA STESSA ROBA!”

I foresti sostengono che la fiera non cambi mai e ritengono che questo sia uno svantaggio.
Errore! Agli spezzini è proprio questo che piace: la possibilità di ritrovare per tre giorni pressoché la stessa atmosfera che hanno vissuto da bambini.
Ogni spezzino, vivendo la fiera in corso, vive tutte le fiere della sua vita. Se la fiera cambiasse troppo e troppo in fretta, per cui, questa magia svanirebbe.

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4 – “PER LA FIERA DI SAN GIUSEPPE NON SI SA COME VESTIRSI!”

Posizionata com’è tra un inverno che va finendo e la bella stagione alle porte, la fiera porta temperature che vanno dai 25 ai -5 gradi (quando si alza un po’ di freddo).
Questo manda in palla i foresti, che si tolgono e si mettono la giacca e diventano pazzi, perché non capiscono il tempo.
Per gli spezzini è diverso: gli spezzini, nella fiera, nonostante spesso piova sono pronti a giurare di sentire l’estate.
La fiera è una buona notizia: l’estate è alle porte (qualcuno è pronto a giurare inizi proprio il 19 marzo)!