Nel giorno del papà, ecco un riassunto semiserio del viaggio che trasforma un uomo – un fante, via – in un papà. Dieci passaggi attraverso cui tutti passiamo.

Come si diventa papà? Va bene, saltiamola prima parte, che se siete interessati a questo genere di post dovrebbe essere nota a tutti. O forse non era molto nota ed è proprio per questo che adesso vi ritrovate a cercare una guida sul “diventare papà” a Spezia.

Mettiamo in chiaro: diventare papà è probabilmente un’impresa che richiede un briciolo di follia, qualche tocco di incoscienza, tanta pazienza e molto, molto tempo. Mentre siete impegnati in questo lungo percorso, però, potreste trovare utile consultare questa rapida lista di appunti che ho buttato giù.

Ecco ciò attraverso cui sicuramente passerete, se state per diventare papà a Spezia.

1 – ANDATE A MASSA O A SPEZIA?

Ve lo chiederanno tutti. Se state aspettando un bambino, preparatevi la risposta. Il Nuovo Ospedale Apuano di Massa tira (soprattutto perché fanno l’epidurale e perché le strutture sono all’avanguardia) e tanti daranno per scontato che voi andiate là. Se siete come me, preparatevi alle battute: “Certo che a Massa…”. Io avevo iniziato a rispondere così: “Chiederò una tuta da palombaro pressurizzata per lei, così il primo respiro vero lo farà a Spezia”

In alternativa c’è la cara vecchia risposta: “So ’n belino, non abbiamo ancora deciso…”

Al di là di tutto, la decisione è strettamente personale. Fate come vi sentite più sicuri, perché la tranquillità è fondamentale in quei momenti. Nella nostra esperienza, il secondo parto – nei locali rinnovati della maternità spezzina – è andato tutto benissimo.

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2 – PRONTI AL GRAN PREMIO SUL CIRCUITO LERICI-SAN TERENZO

Un figlio porta responsabilità in più, ma anche qualche problema in meno. Per esempio, i sabato e le domeniche di bel tempo non avrete più il fastidio di decidere cosa fare. Finirete sulla passeggiata tra Lerici e Santerenzo, a spingere passeggini e carrozzine in mezzo a un’altra mandria di neogenitori come voi. Ecco il gran premio che vi troverete a correre. E scoprirete quanto è difficile superare i pensionati milanesi ed emiliani che si fermano a parlare in mezzo alla passeggiata.

3 – SARÀ COME VIVERE NEI SIMPSON

Nella vostra vecchia vita, ogni tanto, uscendo vi capitava di incontrare qualche faccia nuova. Senza esagerare, sia chiaro, perché siamo a Spezia. Almeno potevate fare finta di non conoscere qualcuno.

Una BIRETA, due chiacchiere, “un salto in giù” e poteva capitare il brivido di incrociare qualcuno di nuovo.

Dimenticatevelo.

Dovrete rinunciare a parte del vostro tempo e vi trasformerete in mister abitudine: frequenterete gli stessi posti agli stessi orari.

E così farà chi si trova nella vostra stessa situazione.

E così finirete per incrociare la strada sempre con le stesse persone e ne parlerete a casa, pur non conoscendoli: “Oggi ho visto la ragazza con il passeggino doppio…”, “Ho incontrato quella coppia con tre gemelli…”

Come se fosse naturale parlare di sconosciuti.

4 – LA CITTÀ SI RESTRINGE

Il molo, la passeggiata Morin, la Maggiolina, il Mirabello.

Ecco, finirete per conoscerli a menadito.

5 – I RISTORANTI. Ci SONO RISTORANTI?

Nel primo periodo, potete giurarci, vi capiterà di perdere di vista un po’ di cose (tranne il taccuino in cui annoterete orari delle poppate, cagate, cambi di pannolino). Tra queste, probabilmente (ma non è detto), la vita mondana e le cene fuori.

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Quantomeno, ridurrete le vostre uscite.

Ci sarà poi un’occasione che vi porterà a mangiare fuori, improvvisamente, e anche se siete all’Inferno (locale dove siete stati un miliardo di volte in passato) esclamerete: “Wow… non è cambiato niente”.

In realtà è solo passato qualche mese dall’ultima volta che ci siete stati, ma vi sembreranno secoli.

PS. Sì, a un certo punto vi romperete il belino e il taccuino non lo userete più. E ancor prima vi renderete conto che gli orari avevate preso a segnarli a caso.

6 – “MA DORME?”

Questa domanda ve la faranno tutti. Sembra che sia l’unica cosa che la gente possa chiedervi.

Vedete voi che politica adottare.

Il galateo spezzino vi consente due risposte:

“Dorme. Come te”.

“Te mae?”

7 – UN GPS IN TESTA

Imparerete a muovervi per le strade di tutta la provincia secondo la comodità (o lo scomodità) nell’affrontarle con la carrozzina.

Saprete quando vi conviene salire o scendere da un marciapiede e dove il gradino è più o meno alto.

La prima volta che passerete per piazza Verdi, bestemmierete nel rimanere imprigionati con il passeggino dietro i blocchi per le macchine.

Poi non vi fregheranno più (oppure imparerete a inclinare il passeggino come piega Valentino Rossi con la sua Yamaha).

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8 – CHE INCUBO WHATSAPP!

Siete di quelli: “Le nuove tecnologie sono una grandissima scoperta, permettono di rinanere sempre in contatto!”? Bene, è la vostra vita di prima.

Scoprirete presto che gli smartphone permettono di rimanere TROPPO in contatto.

Finirete stretti nelle sgrinfie di qualche gruppo whatsapp chiamato ‘Preparto xyz’

Dalle 0 alle 24 vi troverete a confrontare la pancia della vostra compagna e le vostre vite con quelle di gente che non sapete neanche chi sia.

Mantenete i nervi saldi, avete un’arma importante per opporvi a questa overdose e dare a tutto il giusto peso: siete spezzini (o vivete a Spezia), per voi battervene il belino è un attimo.

9 – MEGLIO ACCOMPAGNATI CHE SOLI

Appena scoprite che avrete un bambino, non c’è spazio per altro (è una gioia tipo un parcheggio in viale Mazzini la notte dei fuochi del Palio).

Poi iniziano le domande.

Da soli è facile farsene tante, difficile farsi quelle giuste.

Ascoltando tutti – dagli amici alla rete – è un attimo farsene troppe.

Meglio, molto meglio secondo me, farsi aiutare da professionisti.

Oltre ai corsi del consultorio, anche a Spezia ci sono ostetriche professioniste che accompagnano la coppia verso il momento del parto con percorsi più o meno personalizzati.

Noi ci siamo trovati bene con il corso dell’AIED.

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(E va bene: nel corso degli incontri – durante alcuni esercizi di rilassamento – ho anche riscoperto muscoli e articolazioni che non usavo dal 96.)

10 – GODETEVELA

E poi mettetevi lì e imparate a insegnare da vostro figlio.

È straordinario!