Compi 14 anni e a Spezia sei un re. Non serve nemmeno la corona, bastano l’estate e un motorino sotto il culo. Nel momento stesso in cui ti comprano il motorino – o te lo guadagni con i primi lavori – l’intero mondo si divide in due insiemi: ci sono i posti che puoi raggiungere e i posti che non puoi raggiungere. “I posti che puoi raggiungere” sono il tuo regno.

I confini, a quel punto, dipendono da te. Sei tu che decidi fino a dove spingerti, fino a dove è ragionevole arrivare su due ruote a forza di pieni. In cinquantino puoi arrivare fino a Livorno, per fare il rodaggio tutto in una volta, e tornare a casa con le nocche delle mani abbronzate. Puoi non spingerti oltre la Baia Blu, che tanto ci sono spezzini che non han mai messo il naso oltre Migliarina e nessuno avrà mai da ridirti qualcosa.

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C’è chi a 14 anni rimane a piedi, magari perché i genitori hanno paura o magari perché un motorino non se lo possono permettere. La cosa bella è che il regno spezzino non è esclusivo: trovi sempre un amico disposto a chiudere un occhio di fronte alla legge e darti uno strappo. “Per tutta la strada no, ma dalla fermata in poi vieni con me” e in due al mare si arriva più in fretta.

L’estate con il culo sul motorino è un’estate da re. Puoi spaziare da Portovenere a Tellaro, girare i colli in lungo e in largo, andare a vedere i fuochi del Palio dalle prime curve della Litoranea: sei un rimbalzo impazzito di felicità.

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Porti lei – che è quella che hai sempre desiderato – in spiaggia e v’attardate un po’, che tanto gli autobus son roba degli altri. Vi offrite un tramonto alle spalle della Palmaria, stretti in spiaggia in Baia Blu, se siete bravi a trovare una scusa per il ritardo a cena. D’estate anche le scuse valgono di più.

L’estate spezzina la viviamo così.

Inizia a 14 anni, con il culo sul motorino, e ce la portiamo dietro per sempre, anno dopo anno.

#vitadaspezzino